#racconto Soffocare

LUI

“Le ho già detto che non è successo niente di strano. E non abbiamo litigato! A dire la verità non abbiamo MAI litigato da quando ci conosciamo. Abbiamo passato la serata come sempre, sul divano a guardare la Tv, ci siamo bevuti una tisana, a mezzanotte siamo andati a letto e ci siamo addormentati abbracciati come tutte le sere negli ultimi 5 anni. Durante la notte mi sono svegliato per un brutto sogno e mi sono accorto che era ancora tra le mie braccia ma non respirava più!”

LEI

La sera dopo cena è il momento della giornata che preferisco. Comunque sia andata la nostra giornata, alla sera ci ritroviamo in casa, insieme sul divano a rilassarci. Ci guardiamo un film, un programma culinario, non importa. L’importante è che siamo insieme, perché solo così stiamo bene. Dopo 5 anni sappiamo di essere uno la metà dell’altro e godiamo dei pochi momenti che la giornata ci lascia per starcene soli e tranquilli. Prima di andare a letto ci prepariamo una bella tisana calda rilassante, che con il freddo di gennaio ci sta proprio bene. E poi c’è il momento migliore di sempre, che mi ricorda quanto io sia fortunata. Quando andiamo a letto ci addormentiamo abbracciati. Lui sdraiato a pancia in su che mi tende il braccio, io mi accoccolo con la testa sulla sua spalla e la mano sul suo petto e lui con il braccio circonda le mie spalle e con l’altra mano prende la mia. Sembra assurdo ma ci addormentiamo in questo modo tutte le sante sere da 5 anni. Peccato che questa sia l’ultima.

LUI

“Bè ma era solo un sogno, cosa c’entra questo con la morte di Sara. Ok, ho capito che avete riscontrato una morte per soffocamento, ma non avrei mai potuto, io l’amavo! … Ok, il sogno.. E’ molto assurdo, sognavo che ero appena uscito da un negozio dove avevo comprato un regalo per il compleanno di mia nonna, che non c’è più, pace all’anima sua. Mentre andavo verso la macchina una persona, un ladro con la faccia coperta da una maschera da pagliaccio, mi assale e cerca di derubarmi. Ma nel sogno non ci siamo picchiati ne altro, facevano come un tiro alla fune con il sacchetto del regalo e questo malvivente che mi incitava pure urlandomi TIRA PIU’ FORTE! E nel momento che ci mettevo più forza possibile il tizio mi dice BRAVO, E’ FINITA, lascia la presa e io mi sveglio di soprassalto prima di cadere. In quel momento mi sono accorto che lei non respirava più.”

LEI

Lui si addormenta sempre prima di me, ormai è un dato di fatto. Se io ci metto una buona mezz’ora a rilassarmi e ad addormentarmi, lui dopo nemmeno 5 minuti ha già il respiro di uno che dorme di sonno pesante, beato lui. Tante volte lo sento sognare, nel senso che si muove o borbotta, addirittura una volta si è messo a ridere nel sonno. Anche stasera ha iniziato a sognare ma ho capito subito che era un incubo,  perché borbottava e sembrava irrequieto, poi ha cominciato a muovere il braccio che avevo intorno alle mie spalle. All’inizio solo un paio di scatti, ma quando ho cercato di spostarmi senza svegliarlo, ho sentito il suo braccio che si tendeva sempre di più verso il mio collo, schiacciandomi contro la sua spalla e non facendomi muovere. Non ho avuto paura subito, cosa vuoi che possa fare una persona che sta dormendo mi sono detta. Ma la sua presa è stata fulminea e forte, non pensavo potesse avere tutta quella forza! Cerco di divincolarmi ma faccio peggio, perché spostandomi mi ritrovo con la testa verso il soffitto, il suo braccio proprio sulla mia gola che  ferma l’urlo che sta cercando di avanzare. Provo a battere la mano sul suo petto più che posso ma non ho per niente la forza di svegliarlo. Non respiro più, la paura mi assale, il mio cervello si blocca e non penso di potrei respirare con il naso. In più cerco lo stesso di parlare, di svegliarlo in qualche modo, mi agito provando anche con i piedi, ma niente, il suo sonno è profondo e quel maledetto sogno non è ancora finito. Mi scendono le lacrime e mi sento chiudere gli occhi, mentre capisco che quel maledetto braccio con la forza di mille uomini mi sta uccidendo. Penso al dispiacere di non poter passare tutto il resto della vita con lui, al triste fatto che per uno stupido, sfortunato caso non passeremo mai più un’altra serata sul quel divano insieme a rilassarci.

 

#racconti Olivia

Mi presento.
Sono Olivia e, modestamente, sono una bellissima gatta, un po’ bianca e un po’ nera, con degli occhi verdi da fare invidia.
La mia dimora da 7 anni è un umile bilocale in un punto imprecisato della Terra, anche perché non avendo mai avuto interesse ad uscire da qui non so proprio cosa ci sia là fuori.
Condivido la casa con un umano maschio, tranquillo ed affettuoso, e una umana femmina che se sapesse chi sono mi tratterebbe meglio, ma in fondo è lei che mi prepara quei buoni pranzetti perciò penso di poterla sopportare.
Volete sapere chi sono io?
Ma certo, non è mica un segreto! Anzi, ogni tanto cerco di comunicare con i coinquilini umani ma loro non riescono proprio a capire il mio linguaggio e io davvero non comincerò ora ad imparare il loro..
Sono la Regina di Damas Goldusa, un bellissimo pianeta dove le razze non vivono tutte insieme come voi, no no. Il mio pianeta è abitato solo da gatti, perciò niente incomprensioni, ci capiamo tutti e ognuno ha la facoltà di dire la sua. Purtroppo perché  anche su Damas ci sono dei problemi, in particolare i ribelli che vorrebbero il comando del pianeta per sottomettere tutti i gatti più deboli. Ed è per questo che me ne sono andata, appena saputo che mi cercavano per farmi fuori, i miei fidati aiutanti mi hanno spedito nel pianeta più insignificante della galassia, la Terra appunto.
Una guerra da noi dura circa 10 anni e appena tutto sarà finito torneranno a prendermi per riportarmi alla mia villa felina e riprendere il mio lavoro da sovrana.
Intanto mi sto prendendo questo tempo per rilassarmi e preparare una nuova tattica di difesa che userò appena tornata a casa. E in questa casa, al caldo e coccolata, so che posso comunque continuare a fare il mio lavoro: essere la Regina!

#racconto Domenica

“Ciao, sono tornata.”
“Ciao tesoro, com’è andata al lavoro?”
“Tutto normale mà, meno male che la domenica lavoro solo mezza giornata sennò impazzisco”
“Non ti lamentare che di questi tempi sei fortunata ad avere un lavoro. Tuo cugino si è laureato da più di un anno…”
“.. E sta ancora cercando lavoro e lo ha chiamato solo Mc Donald. Lo so, me lo hai già raccontato tante volte”
“Chiama tuo papà e guarda se tua sorella è sveglia che è pronto”.

Pà è sempre allo stesso posto. Nel salotto sulla sua poltrona con davanti uno di quei tavolini alti con le ruote che puoi spostare dove vuoi. Tv perennemente accesa, ma non la guarda nessuno, visto che lui ha davanti il suo pc portatile.
Quella del pc è stata proprio una sfida. Se lo è comprato il giorno che è andato in pensione dicendo che era arrivato il momento di imparare ad usare la tecnologia di oggi. E ora sono esattamente 3 anni che non si smuove da quel computer. Mia madre sperava di rivivere una seconda giovinezza dopo la pensione di suo marito e invece lui non esce nemmeno più per fare colazione al bar o comprarsi il giornale. Alle 6 del mattino è già sulla sua poltrona, con caffè latte e fette biscottate, a leggere le notizie fresche fresche su vari siti internet.
“Pà!”
Nulla.
“Paàà!”
Non si muove. Mi ignora?
Mi avvicino e mi accorgo che ha gli auricolari nelle orecchie e il volume talmente alto che se sto dietro di lui sento benissimo cosa raccontano su History Channel.
La storia di Roma ai tempi dei gladiatori. Perchè dopo aver imparato ad usare il suo amato pc ha scoperto che grazie a questa nuova tecnologia chiamata internet che si sognavano quando lui era giovane, può imparare più di quello che studiava a scuola. Perciò documentari a tutto andare, però solo su pc. Perchè sono più all’avanguardia.
Gli tocco la spalla, lui trasale e mi guarda.
“Sei tornata?”
“E già.. Mamma dice che è pronto”
“E tua sorella è sveglia?”
“Ora vado a vedere”
“Tanto dormirà!”
Lo vedo che con il suo ditone cerca di armeggiare con il mouse incorporato nel pc portatile ( ne aveva uno normale, ma se la tecnologia va avanti lui deve stargli dietro). Cerca di fermare il video ma non si sa come chiude la pagina. Mentre sono in corridoio lo sento bestemmiare e sgridare il pc perchè non fa quello che vuole lui.

Una normale domenica, con tante altre.

#racconto Sabato mattina

Svegliarsi di fianco a te che mi guardi e mi abbracci.

Accarezzarci e farci le coccole fino a fare l’amore, con calma e ancora con il calore del piumino addosso.

Vestirsi e andare al bar a fare colazione, a mezzogiorno, con cornetto e caffè.

Poi una bella passeggiata lungo mare, mano nella mano, con quel sorriso sereno sulla faccia di chi ha appena fatto l’amore. 

Questo è il benessere della vita. La tranquillità, la serenità e l’amore. Quello vero.

#racconto Nonno Pasquale

Lui è Nonno Pasquale.

Borbottava, Insegnava, inventava.

Era un uomo testardo e si dice anche un pò donnaiolo da giovane, ma solo una donna se l’è tenuto, la Nonna Maria, l’unica abbastanza paziente e con così tanto amore per lui e tutti i loro figli.

La domenica dai nonni non la dimenticherò mai:

Il nonno ti abbracciava e ti baciava sulla fronte, magari con addosso 2 o 3 paia di occhiali insieme (troppo semplice un solo paio giusto) o l’elastico del portapacchi al posto della cintura.

La nonna chissà a che ora cominciava ad impastare e cucinare, per farci trovare sempre qualcosa di pronto al nostro arrivo: un bacio alla nonna e una crocchetta di patate appena fritta per noi! Nessuno è mai riuscito a fare quelle crocchette così buone.

Perché la nonna era imbattibile.

Ma il nonno il numero 1.

In assoluto.

Soprattutto il Nonno Pasquale.

 

Ottobre 2015